haiku

 

 

 

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haiku

 

 

 

                    franchini - uomini e cavalli

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da CLXXXI a CCda CCI a CCXXda CCXXI a CCXL

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da CCCLXI a ...

 

 

(Con gli Haiku si può cercare, per noi occidentali, di portare il linguaggio alla sua essenza pura, ovvero alla sua nudità semantica. 
Una esperienza (laboratorio) di ri-acquisizione del lessico e della capacità alla sintesi logico/analitica idiomatica; con spazi ampi di creatività poetica.

Due sono i modi di scrivere Haiku (componimento che si struttura con 17   sillabe per   tre  versi, ovvero -ed  anche- con 19 sillabe per 4 versi)).
Caratteristica del primo è che uno dei tre versi (normalmente il primo) introduce un argomento che viene ampliato e concluso negli altri due versi.
Caratteristica del secondo è che i tre versi dell’Haiku trattano due argomenti diversi messi fra loro in opposizione o in armonia.

Questo secondo modo può verificarsi con il primo verso che introduce un argomento che il secondo approfondisce, laddove, poi, il terzo verso propone una opposizione di contenuto che ha, sempre e comunque, una relazione con l’argomento introdotto.

Ma potrebbe anche essere il primo verso a proporre il solo argomento, con il secondo e terzo verso che sviluppano un nuovo argomento, mettendolo in relazione con il primo.

Si deve annotare che Basho, uno dei massimi poeti di Haiku, dopo aver letto una composizione di un discepolo osservò: "Hai la debolezza di voler stupire. Cerchi versi splendidi per cose lontane; dovresti trovarli per cose che ti sono vicine". Introducendo il verso libero da stili.)

 

 

 

I

 

hai ragione

che mi sei contemporaneo,

cuore.

 

 

II

 

come anime clandestine

ci imbarchiamo.

in-verso.

 

 

III

 

una vertigine di desiderio

ora si affaccia

dal tempio.

 

 

IV

 

un mero chiarore

al confine del futuro.

l’alba.

 

 

V

 

una debole corda

suonata

in un luogo lontano.

 

 

VI

 

ora ti voglio vestire

di sogni.

usato sicuro.

 

 

VI

 

ombre di noi

si ritrovano.

in un angolo buio.

 

 

VIII

 

nelle distese dell’insonnia

ballano

le lucciole.

 

 

IX

 

oggi “mi si ci” increspa

il dis-senso

furiosamente.

 

 

X

 

acqua scintillante

cielo azzurro

incontro

in orizzonti

 

 

XI

 

zafferano e carminio

un tramonto.

incendio di tarda primavera.

 

 

XII

 

discorsi  spezzati

fili recisi.

tu ... tu ... tu ... non ci sei!

 

 

XIII

 

petali secchi

in un mio vecchio libro.

vio-la  pensiero.

 

 

XIV

 

imbarazzato

della mia nudità?

non siete voi re?

 

 

XV

 

nei campi incolti

raccolgo solo

cieli di rugiada.

 

 

XVI 

 

il giogo del cuore

tace.

attende cantori sfrontati.

 

 

XVII 

 

... ma il cuore sfrontato

non tace

al giogo del cantore

 

 

XVIII 

 

tra edere e caprifogli

serpenti

accendono dolori

 

 

XIX

 

rifaccio l’orlo

ai miei pensieri.

devo uscire!

 

 

XX

 

le albe  esitano.

il sole si muove

indolente.

 

 

TORNA

 

 

XXI

 

collane di cipree

sgrano.

per pregare i ricordi.

 

 

XXII

 

luccichio negli  occhi

socchiusi…

ho sbagliato sogno!

 

 

XXIII

 

si aprono

come fiori all’ignoto.

le nuvole.

 

 

XXIV

 

nel prisma di luce

è l’oscurità

che parla chiaro.

 

 

XXV 

 

nel fruscio del vento

aromi e pensieri

mutevoli

 

 

XXVI

 

la verità scorre …

un nastro

che si disperde nel tempo.

 

 

XXVII

 

non è l’orma dell’uomo

una mano

insanguinata.

 

 

XXVIII 

 

chi ha sfrattato

il pianoforte

che mi accompagnava?

 

 

XXIX 

 

la donna organizza.

l’uomo dice:

è qui la festa?

 

 

XXX

 

oggi mi evito.

costeggio le nuvole

approdo

altrove.

 

 

XXXI

 

il sole può abbronzare

o bruciare

senza colore.

 

 

XXXII

 

scorre la pellicola

dei punti in bianco e nero.

spegni!

 

 

XXXIII 

 

ti accartocci

all’istante

in mille fessure,

sorridi.

 

 

XXXIV

 

governo tecnico.

nomine tecniche.

eutanasia

tecnica.

 

 

XXXV

 

l’oggetto si vendica

nel cristallo

che non riflette.

 

 

XXXVI

 

sentirsi a casa.

la ciotola del latte

al tuo gatto.

 

 

XXXVII

 

la notte

i fiori attinti dalla brina

si flettono.

 

 

XXXVIII

 

il mare verseggia

con la sabbia.

il castello è intatto.

 

 

XXXIX

 

arringa l’anima.

ma è fedele,

velata, nostalgica …

 

 

XL

 

la coscienza esangue

scuote.

la mano insanguinata.

 

 

TORNA

 

XLI

 

dov’è disperso

il dolce rituale.

ansia verginale.

 

 

XLII 

 

sbircia il futuro.

dalla finestra

della nascita.

 

 

XLIII 

 

battiti tumultuosi.

di cuori viventi.

caos

in concerto.

 

 

XLIV

 

odore salato.

resina, muschio, ortica.

… ronzii.

 

 

XLV 

 

tracce di spine

sul recinto delle rose.

le mie mani.

 

 

XLVI

 

lacrime

opalescenti

immobili nel cielo.

non pioverà.

 

 

XLVII 

 

cacciata dalla favola

mi ripiego

tra le pagine.

 

 

XLVIII

 

brevi geometrie

tracciate sul selciato.

un passo stanco.

 

 

XLIX

 

ondeggia furioso

il confine

che diventa abisso.

 

 

L

 

stamane

incontri al buio.

mi serve una torcia.

  

 

LI

 

Un uomo disteso

Il serpente

Ne prende le misure.

 

 

LII 

 

un galletto

incede nel pollaio.

il pavone tace.

 

 

LIII 

 

un colombo vola basso.

sul selciato ombra

di ratto.

 

 

LIV

 

grigio mare

verde cielo.

tappezzeria

per montagna.

 

 

LV 

 

da nubi

residui tossici.

a terra susine morte.

 

 

LVI 

 

oggi scruto

negli occhi.

luccichio di lumachine.

 

 

LVII

 

ogni inganno

trasparente come vetro.

e fuori

diluvia.

 

 

LVIII

 

le stelle spiano

il sole che va.

progetti notturni.

 

  

LIX

 

una cerbiatta

avventata si smarrisce.

dentro di me.

 

 

LX

 

un commediante

si annuncia.

un ... tintinnio di  sonagli.

 

 

TORNA

 

 

LXI

 

 

c’è un pulcino

allo specchio.

si asciuga la criniera.

 

 

LXII 

 

regole perverse.

mascherato il gioco.

inganni.

 

 

LXIII 

 

acque in penombra.

non è sera.

attendo il tuo cuore.

 

 

LXIV

 

all’alba

già operano

gli spacciatori di odio.

 

 

LXV

 

lacrime di latte

si trattengono.

nuovo infinito.

 

 

LXVI

 

l'astuto

guida  sempre

esercito di idee.

 

 

LXVII

 

c’è un campo verde.

un fiore rosso.

un pensiero muto.

 

  

LXVIII

 

al tramonto

evapora

l’ostinazione dei sogni.

 

 

LXIX

 

solo i sogni

meritano

efferati carcerieri.

 

 

LXX

 

pianto di pochi. 

dolore di tutti.

una rugiada opaca.

 

 

LXXI 

 

le azioni sotto traccia.

corrono

per vie elettriche.

 

 

LXXII 

 

la verità della follia

spaventa.

i presunti sani.

 

 

LXXIII

 

la luna irresistibile

seduzione.

per gli oceani.

 

 

LXXIV

 

visionarie fantasie

eccitate

dalla nullità.

 

 

LXXV

 

gli occhi, a volte,

sono come pozzi.

abbandonati.

 

 

LXXVI

 

la solitudine del vento.

a battere

nel canneto.

 

 

LXXVII

 

un bruco che agisce.

tanti che guardano.

composizione del male.

 

 

LXXVIII 

 

ci congiungiamo

alla perversione.

delle illusioni

 

 

LXXIX 

 

nella  realtà

c’è  bisogno di ingegno

per sognare.

 

 

LXXX

 

svogliato ronzio 

di ventola.

restar desti.

sonnecchiare.

 

 

TORNA

 

 

LXXXI

 

per una commedia

processuale.

tante povere comparse.

 

 

LXXXII

 

passato

coltre pietosa.

futuro

ansia verginale.

 

 

LXXXIII

 

sillabare

giochi d’acqua

che zampillano

nella mente.

 

 

LXXXIV

 

stagioni dei suoni.

note di violino

affiorano.

 

 

LXXXV

 

nell’aria  impura

ristagnano

pensieri ostili.

 

 

LXXXVI

 

segmenti narrativi

luccicano.

come

monete false.

 

 

LXXXVII

 

palcoscenico

del teatro lunare.

ombre cinesi.

 

 

LXXXVIII

 

nel bicchiere

tracce di cascate impetuose.

memoria …

 

 

LXXXIX

 

i dolci cantori

si cullano

tra fronde ripiegate.

  

 

XC

 

tra boschi e declivi.

le ardimentose

delizie.

 

 

XCI

 

un cielo di cristallo.

scheggiato

di pensieri.

 

 

XCII

 

tappeti

di margherite

esauste.

confusioni d’amore.

 

 

XCIII

 

per ora si infiamma

di assenzio fatale.

il cielo.

 

 

XCIV

 

oggi

la poesia di primavera

sposa

il desiderio.

 

 

XCV

 

i pensieri

si arricciano.

tra parole increspate.

 

 

XCVI

 

due spilli un sughero

un  arcobaleno.

crucifige!

 

 

XCVII

 

cerco una rondine.

d’inverno

un pesco fiorito.

 

 

XCVIII

 

nella  mia reggia

la strega.

una casetta ammuffita.

 

 

XCIX

 

un cielo di cobalto

de-cadente di stelle.

squarciato.

 

 

C

 

versi inutili

recisi da coltelli.

insanguinati.

 

 

TORNA

 

 

CI

 

notte.

e un raglio di asino

distrugge la co-scienza.

  

 

CII

 

risacche.

mentre mollemente

un’anemone danza.

 

 

CIII

 

nella mente un chiodo.

che segue

la via delle spezie.

 

 

CIV

 

prendimi le mani!

per risentire

parole di vento.

 

 

CV

 

spirano ancora.

di miele

e maestrale.

in play bach.

 

 

CVI

 

aromanticamente 

forte e amaro.

mirto rosso.

 

 

CV

  

furtiva-mente

mi vesto di carezze.

i miei pensieri. 

 

 

CVI

 

alla fine mi arrendo

al sonno

che mi contende

geloso.

 

 

CVII

 

la  visione  poetica

attende.

un buon desiderio.

 

  

CVIII

 

sul vetro appannato

si disegnano parole.

estro.

 

 

CIX

 

fluttuante mi precede

al  passo  della vita.

è  tango.

 

 

CX

 

l-abilità del pensiero.

confondere

le emozioni

 

 

CXI

 

oggi sono di quarto.

chiaroscuro

di donna calante.

 

 

CXII

 

la mano

libera pensieri

dal vaso

di anice stellato.

 

 

CXIII

 

li ho spesi senza contarli.

erano troppi.

i sogni.

 

 

CXIV

 

vedo sul bordo

della vita.

la mia mano intrecciata.

 

 

CXV

 

cercare una frequenza

per sintonizzarmi.

libera.

 

 

CXVI

 

orbata della luna

vago nel chiarore.

di un sogno.

 

 

CXVII

 

ceralacca rouge

al fiume di parole.

le taccio.

 

 

CXVIII

 

insistono negli occhi

arabeschi.

paesi di sogni.

 

 

CXIX

 

sulle orme del tempo

arriva la scientifica.

tracce …

 

 

CXX

 

quando dormi

diventi paesaggio.

senza cattedrali.

 

 

TORNA

 

 

CXXI

 

dalle parentesi della mente

evadono.

pensieri.

 

 

CXXII

 

nell’hamada

per scolpire cuori di pietra.

attesa.

 

 

CXXIII

 

un campo punteggiato

di vermiglie ciliegie.

da lassù.

 

 

CXXIV

 

nell’aria stagnante

sonagli di parole

vibrano.

 

 

CXXV

 

un battito di ciglia

per annullarti.

o ritrovarti.

 

 

CXXVI

 

nella selva

dei ricordi

una corda.

per le sabbie mobili.

 

 

CXXVII

 

il male partecipa

sempre.

è il più cerimonioso.

 

 

CXXVIII

 

nella curva del futuro.

un punto di vista

attende.

 

 

CXXIX

 

il fiume impetuoso

ferma le parole.

riva secca.

 

 

CXXX

 

la mente fantastica.

il corpo

indossa soluzioni.

 

 

CXXXI

 

lacrime

e sospiri salmastri.

si coltivano perle

 

 

CXXXII

 

un gommoso sapore

di fragole

si appiccica.

al tempo.

 

 

CXXXIII

 

la solitudine

ha una matita.

ri-disegna

linee.

 

 

CXXXIV

 

curo mani cedevoli.

docili rondini

tremanti.

 

 

CXXXV

 

fuggo nel cuore del bosco.

cercando  qualcosa

di rosso.

 

 

CXXXVI

 

un muto ruggito

si leva  più alto.

metamorfosi.

 

 

CXXXVII

 

un  bacio sul cuore

una stimmata

d’amore rouge

 

 

CXXXVIII

 

piante di rocce

afferro tra cielo e mare.

mi saldo.

 

 

CXXXIX

 

stanotte né luna né stelle.

vieni a cercami,

sogno!

 

 

CXXXIX

 

il volo

degli aquiloni

disegna guglie.

gotica-mente.

 

 

CXL

 

un tavolo imbandito.

piatto forte:

salme

in naftalina.

 

 

TORNA

 

 

CXLI

 

ora, solo per farsi

un’idea.

serve trascendenza.

 

 

CXLII

 

cammino nel fango.

con i piedi saldi.

nelle nuvole.

 

 

CXLIII

 

nello spettro.

luci e ombre

recitano a soggetto.

 

 

CXLIV

 

e ieri si sbarbava

con schiuma di nuvole.

la luna.

 

 

CXLV

 

non ti chiederò conto

del tuo ardore.

ora è  buio.

 

 

CXLVI

 

raid d’acqua.

ora si asciugano.

lacrimatoi.

 

 

CXLVII

 

il giorno si in-vola

la sera si in-vela.

attese.

 

 

CXLVIII

 

le mani debbono

toccare il cielo

o abbracciare.

 

 

CXLIX

 

gli scribi e i farisei

si rincorrono.

nel tempio.

 

 

CL

 

finisce sempre

che ti incontro.

e debbo cambiare

le scarpe.

 

 

CLI

 

come un’allodola

veglio il giorno

che non in-canta.

 

 

CLII

 

pure l’erba

diventa  calva.

malata di scarponi.

 

 

CLIII

 

lastricato multietnico

di un dio pietoso.

i fiori .

 

 

CLIV

 

la coda si intravede.

un piano-forte.

emozione.

 

 

CLV

 

poteri visionari.

amare realtà.

ci dormo su!

 

 

CLVI

 

ho concesso

un permesso speciale.

a poesia e magia.

 

 

CLVII

 

tante bocche

che non parlano.

un acquario variegato.

 

CLVIII

 

un battito

del tuo polso.

un passero imprigionato.

 

 

CLIX

 

bozzoli.

di parole sterili.

farfalle senza ali.

 

 

CLX

 

al pasto.

ci imboccheremo

con briciole di realtà.

 

 

TORNA

 

 

CLXI

 

la notte, poi,

cancella tutto.

qualche stella si attarda.

 

 

CLXII

 

nell’oscurità

il sognatore

illumina i ricordi.

 

 

CLXIII

 

le scorie verbali.

scivolano via

sulle tue rocce.

 

 

CLXIV

 

i ricordi di mare

su quella riva.

nessun conforto.

 

 

CLXV

 

candeggio

pensieri e giudizi.

prima di indossarli.

 

 

CLXVI

 

contenuto fragile.

si prega

maneggiare con cura.

 

 

CLXVII

 

concerto tra le foglie.

entrata libera

sul parterre.

 

 

CLXVIII

 

diventa pure carezza.

appoggiata

sulla mia nuca.

 

 

CLXIX

 

sarò una pianta

di primavera.

prossimo autunno.

 

 

CLXX

 

solo fumo denso

si leva alto.

fuoco di sospiri.

 

 

CLXXI

 

… e  l’acqua è cristallina.

ma, sul  fondale,

detriti.

 

 

CLXXII

 

nelle pozzanghere

flesse le guglie

dei grattacieli.

rovesci.

 

 

CLXXIII

 

nella  notte

pensieri annidati.

svegliarsi medusa.

 

 

CLXXIV

 

all’alba

polvere di perle.

si incipria il cielo.

 

 

CLXXV

 

penso a te anche se ci sei.

dici.

sintomi sospetti.

 

 

CLXXVI

 

solo fumi teneri

nella mia sera.

mandorle

di provenza.

 

 

CLXXVII

 

da sveglio,

conti le pecore.

nel sogno,

escono dal recinto.

 

 

CLXXVIII

 

per gli animi oscuri

i sognatori

mentono.

 

 

CLXXIX

 

nel bicchiere

tracce di cascate impetuose.

memoria.

 

 

CLXXX

 

segmenti inutili

di poesia.

usati nei fumoirs.

 

 

TORNA

 

 

CLXXXI

 

dinanzi al potere

ripiegano.

fiori di notte.

 

 

CLXXXII

 

un filo d’erba

spunta dal cemento.

attende il vento.

 

 

CLXXXIII

 

polvere sulla finestra.

fuori,

cantiere di inganni.

 

 

CLXXXIV

 

solo il frac

denuncia che è un uomo.

l’aria lo muove.

 

 

CLXXXV

 

mi guardo allo specchio

e  la bambina

corre per campi.

 

 

CLXXXVI

 

la mia prigione

è solo

il vostro mondo possibile.

 

 

CLXXXVII

  

in cielo

non vedi la luna.

esorta il viaggiatore.

 

 

CLXXXVIII

 

la caverna, il fuoco.

un uomo tratteggia

orizzonti.

 

 

CLXXXIX

 

amicizia.

profitto del cuore.

vaghezza della mente.

 

 

CXC

 

quando il colibrì

è ferito

non usare sapienza.

 

 

CXCI

 

se guardi

l’arcobaleno

non selezionare colori.

 

 

CXCII

 

fuori sento  un cinguettio.

e non so

chi è in gabbia.

 

 

CXCIII

 

alle sognatrici

non può bastare

ammansire  draghi.

 

 

CXCIV

 

concerto a mille mani.

qualcosa  di-vino,

accade!

 

 

CXCV

 

dammi il tuo cuore!

attingerai al mio sangue,

per sempre.

 

 

CXCVI

 

diario di bordo.

oggi eccentricità

nelle arterie.

 

 

CXCVII

 

un treno corre.

nell’universo finito

del mio sguardo.

 

 

CXCVIII

 

l’uomo,

immagine  di Dio.

la donna, un ripensamento.

 

 

CXCIX

 

a sbirciare il futuro

non mi riconosco

ancora

 

 

CC

 

i pensieri ostili

ristagnano.

nell’aria impura.

 

 

TORNA

 

 

CCI

 

dell’amore non so.

disse il rospo

alla principessa.

 

 

CCII

 

i sonni della matrigna

senza sogni.

armano mostri.

 

 

CCIII

 

si ricomincia.

da un chiodo.

da fissare o togliere.

 

 

CCIV

 

41bis carcere duro.

per trattenere trame.

di sogni

 

 

CCV

 

la brezza del sud

selvaggia …

appassionata indomita.

 

 

CCVI

 

al nemico servirà

mostrare

coraggio o dolore

 

 

CCVII

 

di quali vite parallele

ho dolore.

oggi. ora.

 

 

CCVIII

 

il respiro

contiene un pianto.

oppure lo trattiene.

 

 

CCIX

 

pavimento divelto.

insidia in ascensore.

cado.

 

 

CCX

 

casa antica.

rughe alle pareti.

fuori un rossore.

 

 

CCXI

 

pensatoio giuridico.

una gabbia salariale.

a volte.

 

 

CCXII

 

affamare. aggredire.

forse la vittoria

dei sazi.

 

 

CCXIII

 

richiamarti all’orgoglio

è un cartello.

do  not  disturb.

 

 

CCXIV

 

pupa. farfalla.

falena.

un immaginario ristretto.

 

 

CCXV

 

la cacciata dal paradiso.

un commercio

di serpenti.

 

 

CCXVI

 

fans club

dei pensatori giudiziari.

il rovescio del diritto.

 

 

CCXVII

 

un palloncino

e la mia mano.

un filo di arianna. 

 

 

CCXVIII

 

nello stagno

la rana paziente

si consola gracchiando.

 

 

CCXIX

 

adoro le bollicine.

mi  inebria

questo  champagne.

 

 

CCXX

 

un pullover caldo.

accendi

i sogni e la radio.

 

 

TORNA

 

 

CCXXI

 

desiderio e perdita.

perfetta sintesi:

amore.

 

 

CCXXII

 

amore  esige.

poi  incassa il premio

indifferente.

 

 

CCXXIII

 

un obolo ogni giorno

per le tue idee.

sei povero!

 

 

CCXXIV

 

a parlare d’amore

mi perdo.

nella tua fantasia.

 

 

CCXXV

 

la donna organizza.

l’uomo dice:

è qui la festa?

 

 

CCXXVI

 

sul velluto Cacharel

guardo

fiori cangianti.

 

 

CCXXVII

 

donne

declinano l’amore.

in mille attese.

 

 

CCXXVIII

 

peggio del male

soltanto

la sua mancata percezione.

 

 

CCXXIX

 

da dove compare

quell’ombra buia

che non mi somiglia?

 

 

CCXXX

 

oggi c’è l’eclisse.

oscurando

ciò che è chiaro. 

 

 

CCXXXI

 

gli incubi sono sogni

che si schiantano

nella notte.

 

 

CCXXXII 

 

vorrei donarti

navi  d’ambra

per il viaggio infinito. 

 

 

CCXXXIII

 

oggi  felice.

come  aragosta

in  acqua bollente.

 

 

CCXXXIV

 

soprusi ingoiati

ma resta tuttavia

magra gazzella.

 

 

CCXXXV

 

attenzione vacua

elemosinata.

guardo  altrove.

 

 

CCXXXVI

 

vivere brancolando

ciechi.

tra mercanzie fasulle.

 

 

CCXXXVII

 

ho deciso

di pregare, devota,

per i miei nemici.

 

 

CCXXXVIII

 

il potere

si esprime

con crudeltà

a volte con carità.

 

 

CCXXXIX

 

soffice di velluto.

fresca di muschio.

notte di sabbia.

 

 

CCXL

 

verità

da mille e una notte

derubata dei veli.

 

 

TORNA

 

 

CCXLI

 

esilio e pietanze

fragili …

brutali convergenze.

 

 

CCXLII

 

la corruzione

della mente

alligna

nell’ indifferenza.

 

 

CCXLIII

 

tra me e cielo

cartone pressato.

disegno comete.

 

 

CCXLIV

 

due pozzi

aridi si specchiano

senza mai trovare

lacrime.

 

 

CCXLV

 

la vita dei pesci piccoli …

sguizzare via

dalla rete.

 

 

CCXLVI

 

nostalgico

il mantra

della nutrice eterna.

hai mangiato?

 

 

CCXLVII

 

un cespuglio di rose.

un cane.

un verme.

una violazione.

 

 

CCXLVIII

 

i parcheggiati

nelle coscienze.

in attesa

di rimozione.

 

 

CCXLIX

 

un branco di pensieri

mi rincorre.

avanti il sonno.

 

 

CCL

 

per perdere,

ci vogliono  sentenze.

per vincere,

indagini.

 

 

CCLI

 

il tempo intercede

confidenziale.

e … si prende

licenze.

 

 

CCLII 

 

e un velo rosso

volteggia e-va.

tarda primavera.

 

 

CCLIII

 

aspettando la risacca.

a piedi nudi

nella sabbia.

 

 

CCLIV

 

una debole corda.

suonata

in un luogo lontano.

 

 

CCLV

 

tremano al sole

foglie di vite

appena sbocciate.

 

 

CCLVI

 

ancora una volta

in giro per boschi

baccanali.

 

 

CCLVII

 

dove vanno, all’alba,

i sogni spenti

dalla notte.

 

 

CCLVIII

 

la nuvola nasconde

il sole,

mentre sciamano

libellule.

 

 

CCLIX

 

ognuno trilla

a suo modo in natura.

svaga-mente

 

 

CCLX

 

la nuvola nasconde

il sole,

mentre sciamano

libellule.

 

 

TORNA

 

 

CCLXI

 

ma solo il battito

conosce la musica.

che suono.

 

 

CCLXII

 

un gregge di nuvole

si staglia.

per recinti d’azzurro.

 

 

CCLXIII

 

gocce di parole
soffi di piume,
il vento rallegra.
 

 

CCLXIV

 

il pensiero  sussurra

le sue verità.

io origlio.

 

 

CCLXV

 

alle pigre rughe

della mente

servono abluzioni.

 

 

CCLXVI

 

di mistico nella notte

una  stella

di gelsomino.

 

 

CCLXVII

 

fiordalisi, margherite,
il biondo del grano.
Vincent
guardava.

 

CCLXVIII

 

con voce roca di tempo
le pietre raccontano
passi.

 

 

CCLXIX

 

una rosa avvizzisce
al gelo 
di uno sguardo.
di colpo.

 

CCLXX

 

 

disegnavano

confini

pescando sogni

nell’infinito.

 

 

CCLXXI

 

da quanto tempo

è questo tempo

dell’alba cipressa.

 

 

CCLXXII

 

e…

scruta

il mio stesso orizzonte. 

il gatto dirimpettaio.

 

 

CCLXXIII

 

una foglia ondeggia.

stanca.

di pudori ingessati.

 

 

CCLXXIV

 

una rosa avvizzisce

al gelo 

di uno sguardo.

di colpo.

 

 

CCLXXV

 

un esile arcobaleno

si inarca,

tra vapori

di sguardi.

 

 

CCLXXVI

 

nel libro della vita

ho tracciato

una pagina.

è sera.

 

 

CCLXXVII

 

negli occhi di chi guarda 

non concede  tregue.

il tempo

 

CCLXXVIII

 

la testa sulle ginocchia.

parlami ora

piano … piano.

do … mi.

 

 

CCLXXIX

 

la luna pazza
tra i tetti impazza
sugli occhi
del gatto.

 

 

CCLXXX

 

un sospiro

ripiegato, di lino,

non fa una piega.

 

 

TORNA

 

 

CCLXXXI

 

la querelle

di fragole 

tra me e newton: 

gelato in terra.

 

 

CCLXXXII

 

la mente è brada

mentre graffia parole

sui vetri.

 

 

CCLXXXIII

 

crudele

l’onda svetta al cielo 

non si scorgono vele. 

 

 

CCLXXXIV

 

in un generoso

silenzio stampa

i miei desideri.

 

 

CCLXXXV

 

stirami l’anima

ho bisogno

di un lifting

di amore

 

 

CCLXXXVI

 

una finestra.

una colomba palpita.

nido.

provvisorio.

 

 

CCLXXXVII

 

luce

di lanterne rosse.

e conto le spighe

del mio campo.

 

 

CCLXXXVIII

 

i pensieri inquieti

zoccolano

nella scuderia.

 

 

CCLXXXIX

 

un cubo di cristallo 

appannato.

uno zoo

di sospiri. 

 

 

CCXC

 

nuvole d’acqua

si rincorrono.

uno stormo

si affretta.

 

 

CCXCI

 

come pietra dormiente

mi nutro

di parole scolpite.

 

 

CCXCII

 

guizzo di argento fuso

tra le mani.

sorso di luna.

 

 

CCXCIII

 

dammi il tempo

di trovare

parole.

senza sottotitolo.

 

 

CCXCV

 

tra sogni rocciosi
e fragili realtà.
fantasmare.

 

 

CCXCVI

 

cerchi di ragno
la neve ricopre. 
ora è natale!

 

 

CCXCVII

 

sogni novelli

o di annata.

non sappiano di tappo!

 

 

CCXCVIII

 

una gabbia bianca.

una rosa trema

porcellana,

smaltata.

 

 

CCXCIX

 

mentre  un narciso,

solo,

si  inebria.

del suo profumo.

 

 

CCC

 

in tutti i presenti

schizzò

una scintilla di rima.

 

 

TORNA

 

 

CCCI

 

non mi cercare altrove,

se non sono

nel tuo cuore.

 

 

CCCII

 

il tempo  lontano.

al balcone

ginestre lacrimose.

 

 

CCCIII

 

pensieri chiari

si specchiano,

parole vermiglie 

annegano.

 

 

CCCIV

 

arranco sugli specchi 

del cuore. 

scivolo

ad ogni battito. 

 

 

CCCV

 

un luccichio,

un bagliore imperfetto

di anima.

 

 

CCCVI

 

oggi mi porto in braccio

cinquanta chili! 

si dispensa

da tutto.

 

 

CCCVII

 

in un sacco di noci

litigo

con il mio silenzio.

 

 

CCCVIII

 

ora le orme 

vagano tra rovi

dei miei passi.

 

 

CCCIX

 

ho attraccato tempeste, 

in un porto di mare.

stanotte.

 

 

CCCX

 

…poi torno,

come l’acqua, 

poi torno…

lucida, verde-rana.

 

 

CCCXI

 

le nuvole

disegnano pentagrammi.

suoni di vento.

 

CCCXII

 

vago pellegrina.

per dissetarmi, 

una brocca rotta.

 

CCCXIII

 

perché stringi nel silenzio

le parole?

si fanno male.

 

 

CCCXIV

 

spesso 

i sogni troppo grandi

non entrano nella notte.

 

 

CCCXV

 

una ebbrezza

di primavera

governa desideri.

 

 

CCCXVI

 

stasera tramonta

a ridosso di un muro.

la luna.

 

 

CCCXVII

 

ho sospirato 

sull’acqua

increspandola di dubbi.

 

 

CCCXVIII

 

dardeggia

alla luce mattutina.

lo specchio crudele.

 

 

CCCXIX

 

una rondine vola, 

solitaria. 

lo spending 

di primavera.

 

 

CCCXX

 

spazientita mi arresto.

uno sguardo 

al manichino.

muto.

 

 

TORNA

 

 

CCCXXI

 

quella tolda,

i tuoi passi.

sono sempre

la tua ragazza.

 

 

CCCXXII

 

crepitante spazio

di eroi

e di bastardi.

cielo e terra.

 

 

CCCXXIII

 

… e nella notte,

priva di ronda,

albume di pensieri.

 

 

CCCXXIV

 

ora attendo 

il vento.

il fango diventa polvere.

 

 

CCCXXV

 

sul filare della sera

si smorzano

luci 

sulle bugie

 

 

CCCXXVI

 

una farfalla.

dalle ali nere.

vedova 

di primavera

 

 

CCCXXVII

 

un petalo è caduto

orfano

delle sue spine.

 

 

CCCXXVIII

 

la notte sfuma

le sagome che si muovono

da gigli.

 

 

CCCXXIX

 

una conclusione

provvisoria.

un pensiero si sloga.

 

 

CCCXXX

 

ti cercavo

defluito nei gorghi letali

del cuore

 

 

CCCXXXI

 

oggi

un giorno a punto e croce.

grigio

di vento e bucato.

 

 

CCCXXXII

 

c’è un ritmo di samba.

laggiù.

sud est della ragione.

 

 

CCCXXXIII

 

osservo

un breve silenzio

per la morte

di un desiderio.

 

 

CCCXXXIV

 

non posso scivolare

sulla lastra

di una lacrima.

 

 

CCCXXXV

 

interlocutorie

decimate

all’infinito.

 

 

CCCXXXVI

 

scrutando nei cassetti

scovo sempre

un soldo

appisolato.

 

 

CCCXXXVI

 

ha un occhio di vetro

l’unica stella

coraggiosa.

 

 

CCCXXXVII

 

 

ogni uomo ha

un gallo

che canterà all’alba.

 

 

CCCXXXVIII

 

vai e vieni

dai miei sogni

senza lasciare

la chiave.

 

 

CCCXXXIX

 

ago e filo

per suturare i sogni

del mattino.

 

 

CCCXL

 

si trattengono

nella gola 

del giorno. 

parole choc©olate.

 

 

TORNA

 

 

CCCXLI

 

una folata 

di vento.

le foglie secche 

annuiscono.

 

 

CCCXLII

 

spero che tu conosca

il pianto che lava via

le maschere.

 

 

CCCXLIII

 

rovisto

nella mia mente

un cambio di primavera.

 

 

CCCXLIV

 

quelle macchie

di colore ossidato

sono sangue

umano.

 

 

CCCXLV

 

in un luogo qualsiasi

della vita

germoglia

la  ribellione.

 

 

CCCXLVI

 

le tue parole

si inginocchiano

tra fogli stinti. 

 

 

CCCXLVII

 

in  un cuore tempestoso

approdo o attracco?

non so.

 

 

CCCXLVIII

 

guardo

la macchia sul muro.

è  una compagnia

espansiva.

 

 

CCCXLIX

 

oggi

le nuvole sono

criniere al vento.

senza cavallo.

 

 

CCCL

 

un altro giorno

e, se è un pretesto,

lo saprò

al tramonto.

 

 

CCCLI

 

il sacco dei diritti

va

nell’indifferenziata.

 

 

CCCLII

 

oggi

io e la mia vita

un accoppiamento

occasionale.

 

 

CCCLIII

 

forse domani

incollerò le stelle

alla finestra.

 

 

CCCLIV

 

e camminerò all’indietro.

vestita di rosa,

però.

 

 

CCCLV

  

si sbreccia

un sospiro.

fragile vita

quella di oggi.

 

 

CCCLVI

 

su macchie di umido

non si può scrivere.

solo,

scorticare.

 

 

CCCLVII

 

tagliano la cute

le strofe non scritte.

il sacrificio.

 

 

CCCLVIII

 

raccolgo un  pensiero.

é caduto

mentre ero via.

 

 

CCCLIX

 

muta la voce roca.

è il  vento

che fruga il mare.

 

 

CCCLX

 

muta la voce roca.

è il vento 

che fruga il mare.

 

 

TORNA

 

 

CCCLXI

 

raccolgo un  pensiero.

é caduto

mentre ero via.

 

 

CCCLXII

 

una tacita pioggia

lambisce il mondo.

insidia

le peonie.

 

 

CCCLXIII

 

nei passi difficili

combustione

e lampi di rovi.

 

 

CCCLXIV

 

un manto

vela le fragole

che, nella notte,

versano sangue.

 

 

CCCLXV

 

in amore

la mente inganna

e il cuore la segue.

 

 

TORNA

 

TORNA A POETICA

 

 

 

ultimo aggiornamento/pubblicazione  10 gennaio 2019